Nei primi nove mesi del 2009, Hsh Nordbank ha registrato una perdita di 715 milioni di euro contro i 183 milioni di utile dello stesso periodo del 2008, a causa delle perdite della divisione shipping. Le difficoltà dello shipping ricadono sui bilanci delle banche che hanno investito nel settore.
E c’è chi teme che un tracollo delle compagnie marittime o di alcune di esse, rischio paventato più volte nei mesi scorsi dai vertici di Ap Moeller Maersk, possa avere sul sistema creditizio un effetto analogo a quello avuto dall’insolvenza dei mutui sub-prime all’inizio della crisi globale. Gli interventi pubblici a favore di alcune compagnie di linea per il trasporto container hanno allontanato questo rischio, provocando anzi qualche rimostranza da parte delle compagnie concorrenti. Anche Nordbank è una banca a capitale pubblico, con radici regionali nel land Schleswig-Holstein e nella città stato di Amburgo. Si tratta della banca che a livello internazionale è più impegnata con lo shipping, sia come prestiti sia come investimenti diretti. Hsh Nordbank è ad esempio uno dei membri del consorzio Albert Ballin, che detiene la maggioranza delle quote della compagnia Hapag-Lloyd.Nei primi nove mesi del 2009 il bilancio ha risentito delle minori entrate della divisione shipping, e questo ha costretto la banca a raddoppiare il fondo per la svalutazione dei crediti, un accantonamento che permette alle banche di garantirsi da possibili crisi di insolvenza debitori. Il fondo è stato portato a 959 milioni di euro. Questa decisione ha provocato lo slittamento del bilancio verso il rosso. Alla fine dei nove mesi mancavano 715 milioni di euro, una cifra che ha sorpreso lo stesso consiglio di amministrazione della banca. All’inizio dell’anno questa aveva previsto perdite per circa l’1% dell’esposizione finanziaria. Siccome i prestiti concessi dalla banca alle imprese dello shipping sono complessivamente di 31 miliardi di euro, si stimava che la cifra segnata in rosso sarebbe stata di circa 300 milioni.
I vertici della banca manifestano ottimismo. «Nonostante l’aumento del fondo per la svalutazione dei crediti dello shipping - ha detto Harald Kuznik, direttore della divisione shipping - dovuto alle condizioni di mercato, alla fine del 2009 noi registreremo solamente perdite di crediti marginali. La nostra esperienza decennale ci permette di gestire i rischi e attraversare alla nostra maniera questa fase del ciclo economico del settore». Hash Nordbank è convinta che il mercato dello shipping abbia toccato il fondo e sia destinato a risalire. In aprticolare sono rinfuse solide e petroliere a mostrare segnali di recupero dal terzo trimestre di quest’anno. «Per contro, la psedizione di container, che dipende dalle spese dei consumatori, è rimasta volatile. Qui la stabilizzazione della domanda non ha ancora portato a un significativo rialzo delle tariffe di nolo e del valore delle navi, perché la consistenza numerica delle flotte ha continuato a crescere nello stesso periodo». Il consorzio Albert Ballin, di cui fa parte la banca di Amburgo e che detiene il 56% di Hapag Lloyd, ha recentemente ottenuto una garanzia di 1,2 miliardi di euro da parte del governo tedesco, in seguito all’impegno di intervenire da parte dei soci della compagnia. Una parte del prestito verrà coperta proprio da Nordbank. Altre banche esposte verso lo shipping sono Commerzbank (25 miliardi di euro di crediti), Rbs (16,7 miliardi) e Lloyds Tsb (16 miliardi).