Barack Obama vuole capire se le Conference marittime sono un ostacolo o un vantaggio per il libero scambio delle merci. A un anno dall’abolizione decisa dall’Unione europea, gli Stati Uniti sono ancora incerti se seguire o meno le stesse orme. Per questo il governo ha affidato alla Us Federal Maritime Commission (Fmc) l’incarico di realizzare uno studio sugli effetti che l’abolizione delle Conference ha sui commerci internazionali. La Commissione intende coinvolgere nello studio tutti gli operatori interessati per avere il quadro più completo possibile su pro e contro dell’iniziativa europea. Il presidente della Fmc, Richard A. Lidinski, ha quindi lanciato un appello a collaborare ai rappresentanti di tre importanti associazioni di settore, l’Intermodal Association of North America, la National Industrial Transportation League, e la Transportation Intermediaries Association, durante il 2009 Intermodal Expo and TransComp Exhibition che si è svolto nei giorni scorsi ad Anaheim, in California. «L’importanza per questo studio dei suggerimenti che arriveranno da parte della comunità degli spedizionieri non sarà mai valutata abbastanza», ha detto Lidinski.
La ricerca coprirà sia i due anni precedenti sia i due successivi all’ottobre del 2008, data in cui sono scadute le deroghe alle norme antitrust che permettevano la formazione di Conference fra armatori di linea sulle rotte che toccano i porti dell’Unione. Da allora l’Europa è l’unica area del mondo in cui le Conference sono abolite. Se gli Stati Uniti non hanno ancora capito che cosa sia meglio fare, in Asia finora si sono mosse a favore di questa misura solamente le associazioni di spedizionieri, che hanno avviato un’azione di lobbing per estendere al Far East il divieto europeo.
Se l’iniziativa di Burxelles permetterà agli Stati Uniti di valutare con più tranquillità le misure da adottare, lo studio della Fmc sarà a sua volta utile alla Commissione europea per rispondere alle critiche e perplessità di chi, coma la Elaa (European liners affairs association), aveva chiesto di rinnovare la proroga dell’esenzione per le Conference sostenendo che si trattava di strumenti di cui beneficiavano anche gli utenti dei servizi.
Lo studio americano includerà analisi dei cambiamenti avvenuti prima e dopo l’ottobre dello scorso anno nelle strutture del mercato dei vettori marittimi, nelle dinamiche competitive, negli accordi tra compagnie, nei servizi operati, nella capacità di stiva delle navi utilizzate in tali servizi, delle tariffe di nolo e nei supplementi che vengono fatti pagare ai clienti per coprire spese impreviste. Si cercherà inoltre di quantificare come la revoca abbia alterato, in positivo o in negativo, la crescita dei traffici e la competitività delle esportazioni di prodotti statunitensi che viaggiano via container.
Nella seconda metà del 2010 la Fmc comincerà a pubblicare i primi risultati della ricerca.
Nel suo intervento a Anaheim, Lidinski ha riconosciuto l’impatto che la crisi globale ha avuto su porti, armatori e operatori del settore marittimo e ha testimoniato della volontà del governo di assicurare alle categorie riconosciute sgravi finanziari.