Sempre più realistica l’ipotesi dell’apertura di una scuola portuale a Genova. È stato sancito ufficialmente il finanziamento da 20 mila euro da parte di Provincia di Genova e Regione Liguria per promuovere un corso di formazione e aggiornamento sulla sicurezza per i capi-squadra della Compagnia Unica Paride Batini. Di fatto, la Culmv ha sempre avuto una sua scuola di aggiornamento interna, «la novità è che oggi per la prima volta c’è la “pubblicizzazione” di questo ente» spiega il console Antonio Benvenuti.
In sostanza, il finanziamento è il primo passo di un successivo impegno da parte delle istituzioni (in particolare: Provincia, Regione Liguria, Autorità portuale di Genova) per creare una scuola che non sia solo rivolta a chi già svolge il lavoro portuale, ma che possa anche essere rivolta a chi vuole affrontare ex novo la professione.
«Sotto questo profilo, ritengo che la Culmv possa essere il soggetto ideale - spiega Benvenuti - e il motivo è abbastanza semplice: noi forniamo manodopera per tutti i terminal del porto, impegnando il personale ogni giorno su mansioni diverse». Una specializzazione nel lavoro portuale, ma non una iper-specializzazione solo su determinate mansioni, che poi è il rischio che si corre più comunemente se si partecipa unicamente a un corso intra-aziendale.
I tempi: il presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, ritiene che si può arrivare all’obiettivo già entro giugno, «coinvolgendo tutti i soggetti che possono essere interessati all’argomento. Quindi non solo la Compagnia Unica, ma anche ad esempio i terminalisti e gli operatori portuali in genere».
Una novità assoluta in Italia? «Non proprio, nel senso che esistono già modelli di questo tipo a Livorno e Venezia, ma tuttavia si tratta di piccole realtà. La scuola a cui penso dovrebbe essere un soggetto in grado di attirare persone anche dall’estero. Per esempio, dall’Africa del Nord». In pratica, un modello simile a quello della scuola di Barcellona.
Nel frattempo, in porto si affronta il tema sicurezza. Il corso per i capi-squadra della Culmv potrà servire infatti anche a «definire ad esempio le migliori pratiche sulla gestione delle emergenze e della sicurezza all’interno del porto» come dice il numero uno di palazzo San Giorgio, Luigi Merlo.
Come si diceva, la Compagnia Unica ha propri corsi di formazione interni già dal 1996, quando la Culmv è diventata impresa a tutti gli effetti. Dagli anni Novanta a oggi i camalli hanno speso 1,4 milioni di euro «tutti derivati da risorse interne - dice Benvenuti - e stanziati su un fondo apposito finalizzato proprio per questi scopi».
ALBERTO QUARATI