Evitare lo stretto di Malacca passando a Sud dell’Indonesia richiederà due o tre giorni di viaggio in più al costo, nel caso di una petroliera da 80.000 tonnellate, di circa 30.000 dollari al giorno. Gli operatori asiatici hanno fatto subito i conti dopo l’allarme lanciato dalla marina militare di Singapore di un possibile attacco terroristico nello stretto di Malacca. E pensano che, qualora si dovesse verificare un attentato, l’alternativa alla rotta tradizionale, nonostante l’aumento dei costi, sarebbe percorribile.
«Si potrebbe creare confusione – afferma David Kirsch, direttore dell’ufficio studi di mercato della Pfc Energy – nei commerci di petrolio, ma non sarebbe un fatto catastrofico». Per esempio, «crescerebbero i premi delle assicurazioni, ma normalmente il prezzo del petrolio aumenta parallelamente ai costi assicurativi, così l’impatto ricadrebbe sui consumatori, non sugli operatori del trasporto».
Gli esportatori hanno raccomandato massima prudenza alle compagnie nell’attraversare lo stretto di Malacca, ma ritengono che la perdita di un singolo carico petrolifero, anche se fosse a bordo di una nave di grandi dimensioni (Vlcc), avrebbe un impatto minimo sulle dinamiche di domanda e offerta. Nelle acque del Far East sono infatti conservati 14 milioni di barili di petrolio raffinato. Complessivamente, ci sono circa 30 navi con a bordo fra i 4 e i 5 milioni di petrolio greggio o raffinato che sono utilizzate come silos galleggianti e che, se garantiscono le riserve in caso di emergenza, rappresentano anch’esse un possibile obiettivo in caso di attacco terroristico. Le Vlcc sono ancorate al largo dei porti della Malesia.
L’allarme terrorismo era stato lanciato giovedì scorso, 4 marzo, dalla Marina di Singapore. Senza specificare quale gruppo minacciasse un’azione di questo tipo, la Marina ha spiegato che «l’intenzione dei terroristi è probabilmente quella di dare ampia pubblicità al fatto di essere un gruppo ancora forte». La minaccia a una petroliera non esclude però che anche altri tipi di nave con diversi carichi pericolosi a bordo possano essere nel mirino. L’attacco, in base a esperienze precedenti, potrebbe essere attuato con barche da pesca o motoscafi. Per questo è stato raccomandato alle navi a rischio di evitare le zone di pesca e di procedere a velocità sostenuta.
Lo stretto di Malacca è largo nel suo punto minimo circa 1,7 miglia e vi transitano 15 milioni di barili di petrolio al giorno. Se dovesse essere bloccato, le petroliere devierebbero a sud lungo la costa occidentale di Sumatra attraverso lo stretto della Sonda e risalirebbero poi verso Nord fino a Singapore.